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Lipu, sezione di Asti

PROGETTO PER LA REALIZZAZIONE DI UN OSSERVATORO ORNITOLOGICO


Rigogolo (Oriolus oriolus) Foto M.Cozzo

La LIPU di Asti intende realizzare un Osservatorio Ornitologico per poter svolgere attività di inanellamento a scopo scientifico, in quanto su tutto il territorio della provincia di Asti non esistono Stazioni fisse di cattura che forniscano all’Istituto Superiore Per La Ricerca Ambientale (ISPRA), subentrato nel 2008 all’INFS, Istituto Nazionale Fauna Selvatica, dati scientifici sull’avifauna stanziale e migratoria della zona in questione.
La distribuzione geografica degli inanellatori italiani, infatti, soffre ancora purtroppo di una grave carenza di copertura in diverse regioni; a questo riguardo, l’ISPRA, è impegnato nel tentativo di stimolare la rapida diffusione di questa tecnica di ricerca in quelle stesse aree, di grande valore quali zone di transito e svernamento per i migratori.
La cattura ed inanellamento degli uccelli a scopo scientifico è una tecnica basata sul marcaggio individuale dei volatili con l’apposizione di un anello metallico alla zampa. La successiva ricattura di un uccello inanellato ci fornisce indicazioni sulla vita ed in particolare sui suoi spostamenti.
L’inanellamento degli uccelli scopo scientifico nacque in Danimarca nel 1889, quando H.D. Mortensen marcò alcuni storni con anelli metallici con impressi numeri progressivi, con lo scopo di ricevere lettere di segnalazione. Da allora l’inanellamento si è evoluto in tecnica di ricerca utilizzata in tutto il mondo, basandosi sulla marcatura individuale degli uccelli mediante anelli di tipo e diametro adatti alle dimensioni ed alle abitudini delle diverse specie.
In Italia l’inanellamento a scopo scientifico iniziò nel 1929 ad opera del prof, Alessandro Ghigi, particolarmente interessato allo studio delle migrazioni degli uccelli. Realizzò una rete si stazioni di inanellamento istituendo una serie di Osservatorio Ornitologici già coordinati a livello nazionale dall’Università di Bologna.
Successivamente la legge quadro sulla caccia n 968\77 definì la regolamentazione delle attività di cattura a scopo scientifico e amatoriale. Più recentemente la legge per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio n 157\92 ribadisce il ruolo di coordinamento centrale dell’attività di inanellamento affidato all’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica che funge anche quale rappresentante nazionale in seno all’EURING, l’Unione europea per l’inanellamento, fondata a Parigi nel 1963 con il fine di organizzare, coordinare e standardizzare questa attività di ricerca a livello europeo
L’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (I.N.F.S.), oggi ISPRA, Ente pubblico di ricerca e sperimentazione, con sede nazionale a Bologna, opera infatti come organo di consulenza scientifica e tecnica per lo Stato, le Regioni e le Province, nell’interesse della comunità nazionale ed internazionale in materia di conservazione e gestione del patrimonio ambientale costituito dalla fauna selvatica. Infatti, tutti i dati raccolti presso i vari Osservatori Ornitologici provinciali e/o regionali vengono elaborati dagli ornitologi e quindi trasferiti all’ISPRA per diventare nazionali, e all’EURING (Unione Europea per l’inanellamento) per essere di dominio europeo.
In Piemonte l’inanellamento scopo scientifico ha avuto inizio nel 1974 come attività collaterale nell’ambito di ricerche effettuate sulle nidificazioni di Aldeidi in regione. La costituzione del “roccolo”, nel 1977, presso la Cascina Serralunga di Bandissero d’Alba(Cn) ed il suo successivo riconoscimento da parte della provincia di Cuneo, nel 1980, della stazione quale primo Osservatorio Ornitologico Piemontese, segnò l’inizio ufficiale dell’inanellamento in Piemonte. Protagonisti del progetto furono Mimmo Ferro, Costanzo Ruella e Giovanni Boano, oggi direttore del Museo di Storia Naturale di Carmagnola e ornitologo di riconosciuta fama.
Da quella data le stazioni di inanellamento sono andate progressivamente aumentando, la copertura del territorio è stata modesta fino al 1987, stabilizzandosi successivamente su circa 100 località visitate ogni anno Ad Asti, l’attività di inanellamento è iniziata nel 2004 presso il Centro LIPU di Tigliole d’Asti, su un’area di circa 4 ettari, e prosegue tutt’ora grazie a Mario Cozzo. Oggi tutte le attività vengono condotte nel rispetto della L 157\92 secondo le specifiche regole dell’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, oggi appunto ISPRA (Istituto Superiore Per La Ricerca Ambientale) Tutti i dati raccolti sono utili per studiare e tentare di dare una spiegazione scientifica alle migrazioni, fenomeno che riguarda milioni e milioni di uccelli di tutti i continenti,dal piccolo colibrì alle grandi cicogne, ma non ancora del tutto chiaro.
Il monitoraggio delle popolazioni di uccelli quale richiesto da diverse convenzioni internazionali è un dato essenziale per definire misure di protezione efficaci per le molte specie in declino. L’inanellamento è l’unico metodo per mettere in evidenza i meccanismi che governano tali declini. L’EURING possiede l’unica banca dati a lungo termine che copre un vasto spettro di specie e che può essere utilizzata per studiare tutta una serie di indispensabili parametri di popolazione, quali sopravvivenza,dispersione,longevità ecc.
La cattura e successivo rilascio degli uccelli marcati avviene mediante l’utilizzo di reti speciali, chiamate mist-net o reti nebbia, montate da personale esperto in zone naturali che consentono questo tipo di ricerca. Nello spazio di tempo che intercorre tra cattura e rilascio vengono prelevati una serie di dati riguardanti lo stato di salute dell’uccello (condizioni del grasso e dei muscoli pettorali, peso) e misure che consentiranno di poter migliorare le conoscenze riguardo le singole specie (misura ali, età sesso ecc…).
Esaminando quindi un uccello per inanellarlo raccogliamo dati quali identificazione della specie, determinazione di età sesso, varie misure biometriche utili a caratterizzare le diverse popolazioni, la quantità di grasso accumulata dai migratori, lo stato della muta, l’habitat di cattura: tutte informazioni utili ad aumentare le conoscenze su etologia e fisiologia delle specie catturate. I soggetti marcati e poi ricatturati o trovati morti ci danno informazioni su durata della vita e spostamenti; permettono quindi di definire rotte migratorie e le aree di sosta, fornendo così informazioni sulla fenomenologia della migrazione nei diversi luoghi e quindi ricavando dati utili per la creazione e gestione di aree protette.


impianto di cattura in una stazione ornitologica (Foto F.Spina/Archivio I.N.F.S.)


Cosa è l’inanellamento
L’attività di inanellamento a scopo scientifico prevede come già detto, la cattura, la marcatura tramite anelli metallici applicati alla zampa ed il successivo immediato rilascio di uccelli selvatici. Per catturare gli uccelli si utilizzano diversi metodi tutti innocui per gli animali, principalmente apposite reti, detti mistnet. Oltre all’operazione di marcatura su ogni individuo catturato sono effettuati alcuni rilievi biometrici e fisiologici. Tutte le fasi dell’inanellamento sono gestite da personale esperto, abilitato tramite un esame e il conferimento di un patentino, in grado di garantire l’incolumità ed il rapido ritorno in libertà degli uccelli, nonché la valenza scientifica dei dati raccolti. Gli anelli utilizzati, recanti sigle alfa-numeriche uniche, sono realizzati in speciali leghe metalliche che ne assicurano leggerezza e durata.
Scopo dell’attività di inanellamento è l’identificazione univoca di ogni singolo individuo catturato in caso di una successiva ricottura o di un suo ritrovamento “accidentale”. L’attività di inanellatore in Italia può essere effettuata esclusivamente da persone in possesso di un apposito patentino rilasciato dall’ISPRA e dell’autorizzazione delle singole regioni ad operare sul proprio territorio. L’acquisizione del patentino avviene al superamento di un esame inerente non solo al riconoscimento delle specie e alla componente teorica di rilievo e gestione informatica dei dati, ma anche alla corretta gestione pratica di tutte le operazioni di inanellamento. Il patentino prevede tre diversi livelli di specializzazione: A, B e C in relazione al numero di specie che ogni inanellatore può inanellare; il patentino di livello più alto A consente di inanellare tutte le specie presenti sul nostro territorio. Gli inanellatori in Italia sono per lo più non professionisti che svolgono questa attività nel loro tempo libero, spinti solamente dalla passione per l’ornitologia.

Significato dell’inanellamento
Dai tempi dei primi rudimentali esperimenti si è passati, nel corso di più di un secolo, ad una attività di inanellamento di fondamentale valenza scientifica attraverso la diffusione di moderne stazioni, operanti secondo protocolli comuni, coordinate dai differenti centri di gestione faunistica nazionali (per l’Italia questa funzione è svolta dall’Istituto Superiore Per La Ricerca Ambientale). L’inanellamento sistematico di migliaia di uccelli ha così permesso, negli ultimi decenni, di tracciare le principali rotte migratorie di quasi tutte le specie europee, portando alla pianificazione di una rete di aree protette che garantisca la conservazione di questi animali, non solo presso i siti di riproduzione ma anche nelle aree di sosta presenti lungo il tragitto migratorio. Al giorno d’oggi l’inanellamento rappresenta ancora una delle più valide tecniche di studio dell’avifauna. All’iniziale scopo di analisi dei movimenti migratori questa attività ha infatti, nel corso degli anni, mostrato notevoli possibilità di applicazione per lo sviluppo di conoscenze relative alla fisiologia, all’ecologia e all’etologia degli uccelli.

L’attività di inanellamento a scopo scientifico
Tutte le operazioni di inanellamento sono condotte oggi presso stazioni caratterizzate dalla presenza di un impianto di cattura, di tipologia e dimensioni variabili, e da un “centro di inanellamento” in cui gli uccelli vengono portati per essere marcati. Il centro di inanellamento , in alcuni casi rappresentato da una struttura mobile, è di norma posto il più vicino possibile all’impianto di cattura così da agevolare il controllo da parte degli inanellatori, senza tuttavia interferire con i sistemi di cattura.
L’attività di inanellamento è svolta secondo un preciso protocollo scientifico, definito a livello internazionale, che porta dalla cattura alla liberazione degli uccelli in pochi minuti. Le operazioni di inanellamento, svolte su ogni soggetto catturato, possono essere divise in quattro principali fasi:
cattura, marcatura, rilievo dei parametri biometrici e fisiologici e attribuzione, quando possibile, dell’età e del sesso. Durante tutte queste fasi gli uccelli sono manipolati con cura attraverso “prese” specifiche che ne garantiscono la totale incolumità.

La cattura
Esistono svariati mezzi, tutti assolutamente innocui per gli animali, autorizzati per la cattura degli uccelli; tra questi il più utilizzato è sicuramente la rete. Le reti impiegate dagli inanellatori sono dette mistnet, o reti foschia o reti nebbia. Queste reti, studiate appositamente per la cattura degli uccelli, non arrecano alcun danno fisico all’animale né al momento dell’impatto né durante la fase di permanenza in rete grazie alla particolare morbidezza del materiale di cui sono costituite; ciascuna mistnet è composta da un telaio di fili robusti che sostengono una rete di nylon molto sottile che forma, in corrispondenza di ogni filo orizzontale del telaio, una tasca. Le reti, quando aperte, sono controllate con cadenza oraria così da assicurare agli uccelli che vi rimangono impigliati una permanenza in rete mai superiore alla durata di un’ora.
Gli uccelli catturati, una volta liberati dalla rete, sono posti all’interno di appositi sacchetti di cotone per essere condotti al centro di inanellamento; questi sacchetti, oltre a limitare i traumi per gli animali durante il trasporto, favoriscono la riduzione delle stress conseguente alla cattura nell’attesa delle operazioni di marcatura.


L’inanellamento La corretta attribuzione della specie ad ogni individuo da marcare è la prima operazione svolta dall’inanellatore al tavolo di inanellamento. Esistono infatti svariate tipologie di anelli di dimensioni e peso differenti in relazione al diametro della zampa delle varie specie di uccelli.


Una volta determinata la specie gli individui vengono marcati applicando al tarso della zampa destra l’anello prestabilito mediante una speciale pinza sagomata che permette di chiudere l’anello, lasciandolo libero di muoversi e ruotare, senza stringere in alcun modo la zampa. Su ciascun anello è inciso un codice alfa-numerico, che contraddistinguerà ogni singolo individuo per il resto della sua vita.

Le misurazioni morfologiche
Per ciascun individuo sono poi effettuate delle misurazioni biometriche standard con l’ausilio di specifici strumenti forniti in dotazione ad ogni inanellatore al momento del conseguimento del patentino: * La corda massima: è la lunghezza complessiva dell’ala misurata dalla spalla alla punta della penna remigante più lunga. * La terza remigante: è la lunghezza della terza penna remigante primaria dalla base alla punta * Il tarso: è la lunghezza del tarso della zampa dall’articolazione con la tibia a quella con le falangi. * In alcuni casi possono essere effettuate ulteriori misurazioni biometriche, quali lunghezza del becco, coda e piede.


I parametri fisiologici
Su ogni individuo è svolta anche una rapida analisi fisiologica volta all’attribuzione di alcuni parametri utili a stabilire lo stato di salute degli uccelli marcati. Idati raccolti riguardano: il grasso, il muscolo, la muta, il peso, l’età , il sesso. Al termine di tutte le operazioni descritte, della durata media di meno di un minuto, il soggetto inanellato è prontamente rimesso in libertà.

Ricatture
Quando nelle reti viene trovato un uccello già marcato, la prima operazione effettuata al tavolo di inanellamento è la lettura accurata e l’annotazione della serie alfa-numerica dell’anello; nel caso l’uccello sia stato marcato nella stazione stessa si parla di autoricattura mentre, se è stato marcato in un’altra stazione italiana o estera, di ricottura.
Fondamentale perché l’attività di inanellamento risulti funzionale agli scopi per cui è svolta è la corretta raccolta e archiviazione dei dati. Durante il lavoro di campo i dati sono raccolti in formato cartaceo su apposite schede che un assistente compila in tempo reale mentre l’inanellatore effettua le misurazioni. Tutti questi dati sono poi passati in formato digitale attraverso uno specifico programma e inviati al CNI (Centro Nazionale di Inanellamento) dell’ISPRA che a sua volta li fa confluire in una banca dati europea cui fanno capo i differenti centri di gestione nazionale.

Finalità dell’inanellamento
Il gran numero di uccelli inanellati a scopo scientifico negli ultimi decenni in Europa (circa 115 milioni) ha permesso di acquisire informazioni fondamentali per la conoscenza e la conservazione di tutte le specie di avifauna presenti nel nostro continente. I semplici dati di cattura infatti, se raccolti con metodi standardizzati, consentono di effettuare una immediata stima dei trend di popolazione delle diverse specie a livello locale e globale, fornendo informazioni circa i principali parametri demografici, quali i tassi di riproduzione e la sopravvivenza giovanile, altrimenti impossibili da quantificare con precisione.
La sempre maggior preparazione degli inanellatori, inoltre, unita alla standardizzazione delle tecniche di analisi dei soggetti catturati, ha permesso negli ultimi anni anche di comprendere, attraverso l’analisi della variazione stagionale di parametri colme lo sviluppo del muscolo o l’accumulo di grasso, i meccanismi fisiologici che stanno alla base del comportamento migratorio.
Infine le ricatture di uccelli già inanellati, variabili dallo 0,1 allo 5% del totale degli individui marcati in relazione alle diverse specie, risultano fondamentali oltre, come già spiegato, per la definizione degli areali di distribuzione e delle rotte migratorie , anche per la conoscenza dei dati inerenti alla dispersione giovanile, alla longevità degli individui in natura o alla velocità di migrazione, acquisibili solo con una tecnica che consenta il riconoscimento individuale di ogni singolo soggetto come appunto l’inanellamento.


Picchio verde (Picus viridis). Pettirosso Foto Foto B. Chiodi

Rigogolo (Oriolus oriolus) Foto D. Marinetto Codirossone (Monticala saxatilis) M.Cozzo

Segnalare un uccello inanellato
Un importante contributo alla ricerca può essere offerto da chiunque ritrovi un uccello inanellato; in questo caso è necessario segnalare il ritrovamento direttamente a;
Centro di Inanellamento Nazionale dell’ ISPRA , già Istituto per la Fauna Selvatica (INFS) con sede in Via Ca’ Fornacetta 9, 40064, Ozzano Emilia (BO).
Per ottenere il maggior numero di informazioni possibili dal dato di ricattura è fondamentale accompagnare la segnalazione con i seguenti dati:
* Serie alfa-numerica e indirizzo presenti sull’anello. Se ve ne fosse la possibilità è consigliabile spedire l’anello stesso.
* Data e località di ritrovamento, con il maggior dettaglio possibile.
* La specie di appartenenza, se nota.
* Le circostanze del ritrovamento specificando se l’uccello era vivo o morto.
* Tutte le ulteriori informazioni che possono completare le descrizione del ritrovamento, anche con l’ausilio di materiale fotografico.
Per ricevere informazioni relative all’inanellamento del soggetto segnalato è infine importante non dimenticare di fornire i propri dati uniti alla comunicazione; l’istituto avrà cura di rispondervi appena possibile inviando la storia completa dell’uccello dal momento dell’inanellamento all’ultima osservazione disponibile.

Riportiamo di seguito alcuni esempi di ricatture particolarmente interessanti:

Un esempio di risposta dell' ISPRA.

SEGUIRA' A BREVE UN TESTO ESPLICATIVO DEL DOCUMENTO DELL' ISPRA


UBICAZIONE DELL’OSSERVATORIO ORNITOLOGICO
L’Osservatorio Ornitologico che la LIPU intende realizzare sul territorio della provincia di Asti, prevede l’utilizzo dei seguenti impianti di cattura:
* Il primo ed il più esteso è previsto all’interno del territorio del CRFS di Tigliole d’Asti, situato, come detto in precedenza, su un rilievo collinare a circa 150-200 metri s.l.m. e caratterizzato dalla presenza di boschi cedui di robinia alternati a boschi di farnia e roverella, prati stabili, frutteti e coltivi. A partire da gennaio 2004 fino a dicembre 2009 sono state effettuate 90 giornate di inanellamento; queste uscite hanno portato alla cattura e marcaggio di un totale di 10500 uccelli. * Il secondo è previsto in prossimità di una zona umida sita nel comune di Moasca (recenti ricerche hanno dimostrato essere un’importante area di svernamento per lo Strillozzo –Miliaria calandra).
* Il terzo è previsto nel nord-astigiano all’interno di un’area denominata “San Tonco”,un’ampia regione a morfologia in parte collinare ed in parte subpianeggiante che si estende entro i confini del Comune di Piovà Massaia. Cerreto, Passerano-Marmorito.
La zona boschiva di “San Tonco” incorpora un biotopo umido di grande interesse naturalistico: si tratta di una vallata lunga e stretta , racchiusa fra due aspre catene collinari, interamente occupata da un fitto bosco idrofilo costituito quasi esclusivamente da ontani neri, alternato ad ampie zone di canneto costituito pressoché interamente da un fitto popolamento della ciperacea (Carex elata). Proprio quest’ultima area paludosa descritta rappresenta un’importante rifugio per numerose specie di anfibi, rettili, uccelli e mammiferi selvatici.
Con particolare riferimento all’avifauna, si segnala la presenza autunnale ed invernale, quale sito di svernamento, di due specie inconsuete per il territorio artigiano: lo Spioncello (Anthus spinoletta) ed il Migliarino di palude (Emberiza schoeniclus). La notevole rilevanza naturalistica di quest’area, unitamente alla vulnerabilità del biotopo (assoluta assenza di vincoli ambientali) ed alle ingravescenti aggressioni di cui è oggetto negli ultimi anni (tagli boschivi sconsiderati, sbancamenti di terreno, apertura di strade, opere di “bonifica”, fortissima pressione venatoria), richiedono l’urgente adozione di stringenti ed incisive misure di tutela e conservazione ambientale. Per questo la LIPU di Asti intende acquistare e/o affittare una parte di questi terreni per mantenere intatta un’area di estrema importanza avifaunistica.
Gli impianti di cattura previsti nei comuni di Moasca e di Cerreto saranno utilizzati solo per previ periodi dell’anno in quanto sono unicamente siti di svernamento per gli animali. L’impianto previsto all’interno del CRFS di Tigliole d’Asti, invece, potrà essere attivo in tutte le stagioni.
* Il quarto sito individuato dalla LIPU di Asti per effettuare catture a scopo scientifico è la zona che costeggia il fiume Tanaro nel tratto artigiano, particolarmente interessante per alcune specie nidificanti quali il Topino, la Sterna, il Cavaliere d’Italia, il Corriere piccolo ecc..
* Il quinto nell’ oasi naturalistica del Comune di Antignano in località Premes (oasi “Le Rocche di Antignano”), situata lungo il corso del fiume Tanaro, sito interessante soprattutto durante il periodo di passo autunnale e primaverile.
* Il sesto sulla piana di Villanova d’Asti per lo studio dell’allodola.
* Il settimo in località “Paludo”, una zona umida sita nel comune di Agliano, dove recentemente è stato catturato un rarissimo esemplare di “Pettazzurro”


Verdone e Balia nera Foto B. Chiodi

Riportiamo di seguito una tabella con le specie catturate

STRUTTURA DEL SITO DI INANELLAMENTO
La LIPU, su indicazione di esperti ornitologi inanellatori, intende attrezzare l’area destinata alla cattura a fini scientifici nel seguente modo:
1. Impianto di siepi. Le siepi sono infatti un elemento indispensabile per la realizzazione di un Osservatorio Ornitologico. La LIPU, in collaborazione con la Regione Piemonte, ha messo a dimora circa 5.000 piantine per realizzare una siepe della lunghezza complessiva di 500 metri ed una larghezza di 2 metri al fine di:
a. Dare alimento e riparo agli uccelli durante l’inverno e durante le migrazioni.
b. Realizzare un sito idoneo per la cattura e l’immediato inanellamento a scopo scientifico degli uccelli migratori.


Soggetti marcati possono successivamente, infatti essere segnalati e ciascuna ripresa di un uccello inanellato, attraverso la ricattura, ci dirà molto della sua vita, ed in particolare dei suoi spostamenti. La ricostruzione a ritroso dei viaggi degli uccelli inanellati ci consente di definirne le rotte di migrazione ed identificarne le aree di sosta, fornendoci quindi informazioni cruciali per la pianificazione di sistemi integrati di aree protette per le singole specie Verranno quindi utilizzate piante che producono bacche, quali ad esempio:
* Biancospino

* Ligustro

* Piracanta

* Corniolo
* Crespino
* Olivello spinoso
* Prugnolo
* Sorbo degli uccellatori
* Lantana
* Agrifoglio

2. Semina di raccolti a perdere. La LIPU utilizza parte dei terreni del CRFS di Tigliole (circa 10.000 metri quadrati) per la semina di raccolti a perdere (girasole, miglio, panico, mais), alimenti indispensabili per aiutare gli animali a superare i rigori della stagione invernale.
3. Posizionamento di reti di cattura. Saranno utilizzate reti tipo “mist-net”, consigliate dall’Istituto, e saranno distribuite sul territorio in modo strategico sia per catturare più animali possibili, sia per arrecare loro meno stress possibili.

ATTIVITA’ DELL’OSSERVATORIO ORNITOLOGICO
L’attività di inanellamento presso l’Osservatorio Ornitologico avrà inizio non appena le autorità locali e l’ISPRA avranno dato il loro parere favorevole e sarà gestita dalla LIPU di Asti che si avvarrà delle seguenti figure professionali:
> Inanellatori ufficiali in possesso di permesso “A”, regolarmente autorizzati dall’ISPRA
> Studenti universitari laureandi in materie scientifiche e naturalistiche
> Aspiranti inanellatori
> Attivisti e volontari

LIPU- sez. di Asti
Fraz. Vaglierano 64, 14100 ASTI
c.c. postale n° 11211141
lipuat@libero.it
www.lipuat.com
tel 347.2425611 - 338.9320815 - 347.8178561

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