Ph: Luis Perdigao, Spagna.

Di Ilaria Calò
Due volte l’anno moltissime specie di uccelli migrano, un comportamento che risale alla preistoria la cui principale motivazione risiede nella ricerca di cibo e come conseguenza ai cambiamenti climatici stagionali. Se questi animali non si spostassero entrerebbero in competizione con le specie stanziali e le risorse di cibo non sarebbero sufficienti per tutti. Dai luoghi di nidificazione gli uccelli si spostano verso le zone di svernamento durante la stagione autunnale subito dopo lo svezzamento della prole, per fare poi ritorno agli albori della primavera.
Dopo un considerevole aumento di peso dato da un accumulo di grasso con il cibo i migratori riescono ad immagazzinare le necessarie energie per affrontare un viaggio lungo e talvolta complesso. Molti di essi si spostano durante il giorno, altri, per evitare predatori, scelgono le ore notturne, durante le quali inoltre le correnti d’aria sono più favorevoli da affrontare.
Molte sono le qualità degli uccelli migratori: straordinario orientamento e straordinaria memoria sono le principali, ma anche la grande resistenza fisica alle molte insidie che affrontano nel viaggio.
Per quanto riguarda l’orientamento, si servono della posizione del sole, del campo magnetico terrestre grazie a particolari sensori posti principalmente nel cervello ma anche negli occhi e nel becco, e della posizione delle stelle se migratori notturni. Molto importante per loro è anche la conformità di coste, fiumi e terreni osservati dal cielo. Riguardo quest’ultimo tipo di orientamento possiamo però notare delle complessità: se la fisionomia dei terreni venisse modificata per mano dell’uomo le specie abituate a percorrere lo stesso viaggio ogni anno non riuscirebbero più a visualizzare lo stesso percorso e rimarrebbero disorientate.
Tra i metodi di monitoraggio più rilevanti utilizzati dagli ornitologi troviamo la pratica dell’inanellamento.
“La banca dati delle segnalazioni di uccelli inanellati custodita dall’ISPRA, con informazioni a partire dal 1906, ha infatti consentito di riassumere, con un notevole livello di dettaglio analitico, una massa imponente di indicazioni su rotte di migrazione ed aree di origine, transito e destinazione di circa 300 diverse specie di uccelli.[…] Le migliaia di carte di migrazione e grafici fenologici raccolti in questa pubblicazione sono ora a disposizione di tutti coloro che desidereranno meglio comprendere il ruolo cruciale che il nostro Paese, vero ponte attraverso il Mediterraneo, riveste per l’avifauna europea.” Queste le parole di Aldo Cosentino, direttore della Direzione Generale per la Protezione della Natura, nella prefazione dell’Atlante della Migrazione degli uccelli in Italia(1).
La pratica dell’inanellamento consiste nel circondare con un piccolo anello metallico la gamba destra dell’uccello, su cui troviamo scritte le principali informazioni riguardanti l’individuo inanellato, per poterlo riconoscere anche dopo la liberazione. La cattura e la procedura indicata vengono eseguite con massima prudenza per evitare di stressare eccessivamente l’animale.
Vediamo alcuni casi in particolare.
Straordinaria è la capacità del Rondone (Apus apus), in grado di volare per dieci mesi senza interruzioni. La scoperta è stata pubblicata sulla rivista “Current Biology” a seguito di uno studio di ricercatori dell’università di Lund. Gli studiosi hanno posizionato alcuni piccoli strumenti di monitoraggio sulla schiena dei Rondoni così da poter osservare il comportamento di tredici esemplari per due anni consecutivi. Solo alcuni di essi si sono posati per brevi momenti a terra, dato giustificato dalle condizioni di salute variabili da individuo a individuo. Questi animali sono dunque in grado di trascorrere le ore di sonno,di cibarsi e di raccogliere elementi per la costruzione del nido continuando a volare (2).
Per quanto riguarda l’avifauna ospite nel nostro Centro di Recupero, l’unico rapace notturno soggetto a migrazione è l’Assiolo (Otus scops) il quale generalmente trascorre l’inverno in Africa. Tra i rapaci diurni, diretti verso le medesime zone, troviamo il Biancone (Circaetus gallicus) e il Lodolaio (Falco subbuteo), quest’ultimo propenso a nidificare anche nei territori del nord Italia. Inoltre, i dati dell’ultimo periodo riportano un elevato numero di arrivi di Rondini (Hirundo rustica) nei nostri luoghi, curate nel caso di complicazioni e liberate in concomitanza con l’inizio anche per loro delle partenze verso sud.
Presso il Centro è presente anche un esemplare di Cicogna bianca (Ciconia ciconia) impossibilitato al volo, ma pur sempre una specie migratrice, con attitudine a nidificare in Europa, Asia e Africa e a svernare generalmente in Africa.
Passando invece alle specie stanziali, troviamo Poiane (Buteo buteo) , Civette (Athene noctua), Allocchi (Strix aluco) e Gufi reali (Bubo bubo), quest’ultimi con attitudine a vivere a quote elevate montane o di collina.
Caso particolare che notiamo entro l’ordine dei Passeriformi riguarda la famiglia delle Cince (Paridi), dove esistono alcune specie dalle abitudini sia stanziali che migratrici: esempio è la Cinciallegra (Parus Major), che possiamo osservare in tutti i mesi dell’anno in Italia, particolarmente nei boschi a bassa quota.
La Lipu a maggio in occasione nella Gionata Modiale degli Uccelli Migratori ha presentato Wingsland, progetto che fa parte di Migrating Birds di BirdLife International. Questo progetto “ha l’ambizioso obiettivo di migliorare le condizioni ambientali per gli uccelli migratori, minimizzando l’impatto delle minacce a loro carico e la mortalità indotta da queste. Garantendo, in tal modo, un viaggio più sicuro lungo la penisola italiana e migliorando la qualità degli habitat di riproduzione e di svernamento.” dice Claudio Celada, direttore dell’Area Conservazione Natura della Lipu, in proposito.

1 Spina F. & Volponi S., 2008 - Atlante della Migrazione degli Uccelli in Italia. 1. non-Passeriformi. Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA). Tipografia CSR-Roma.

2 Anders Hedenström, Gabriel Norevik, Kajsa Warfvinge, Arne Andersson, Johan Bäckman, Susanne Åkesson, Annual 10-Month Aerial Life Phase in the Common Swift Apus apus, “Current Biology”, 27 ottobre 2016